Matthias Hartwich ha fatto valere la sua lunga esperienza sindacale, dapprima in Germania dove ha lavorato nel sindacato IG BAU (attivo nella costruzione, agricoltura e ambiente) dall’inizio degli anni ’90, per poi passare al sindacato Unia, dove ha lavorato alla Centrale a Berna dal 2008.
Si è occupato del coordinamento e delle negoziazioni dei CCL, del coordinamento e l’accompagnamento dei comitati d’azienda europei, così come di una parte delle misure di accompagnamento. Cinque anni dopo è passato a IndustriALL Global Union a Ginevra, dapprima come direttore del settore dei Materiali e del Genio Meccanico, per poi cambiare dai Materiali ai Metalli di base. Si è interessato al SEV perché desiderava ritornare in un’organizzazione che cura il contatto diretto con i membri. «Essere sindacalmente organizzati è sempre più necessario», ha sottolineato Matthias Hartwich. Le sfide che attendono il nuovo presidente sono numerose: i trasporti pubblici – e quindi il SEV in veste del più grande sindacato del settore – conosceranno un cambiamento di generazione. Si tratta quindi di rinnovare gli effettivi rivolgendosi in particolare alle donne e ai/alle giovani. D’altra parte, il dialogo sociale si fa teso in molte aziende.
Ovazione per Giorgio Tuti
Questo Congresso è stato carico di emozioni. Le delegate e i delegati hanno assistito ad un vero cambio d’epoca. Gli addii al presidente uscente Giorgio Tuti sono stati particolarmente commoventi. I militanti del SEV, ma anche i suoi vecchi e attuali colleghi in seno alla direzione, o ancora i rappresentanti dei sindacati europei, così come il presidente dell’Unione sindacale svizzera, hanno ritratto un dirigente sindacale di grande qualità, vicino ai lavoratori, capace di trovare delle soluzioni. È stato caldamente applaudito dai congressisti. «La forza del SEV, sono soprattutto i numerosi militanti!», ha ringraziato Giorgio Tuti.