La grande sala della sede Unia all’Egghölzli di Berna era stracolma. Presenti pure i due segretari sindacali che presto assumeranno la responsabilità per i dossier Traffico viaggiatori e Infrastruttura. Il primo passerà dalle mani di Jürg Hurni al collega René Zürcher, mentre Michael Buletti sarà il successore di Urs Huber per il settore Infrastruttura. In effetti, Jürg Hurni e Urs Huber andranno in pensione nel corso del 2024.
- La Conferenza CCL ha avuto come punto principale di discussione il futuro del CCL di FFS e di FFS Cargo, validi ancora fino all’aprile del 2025. Su questo tema il nuovo vicepresidente del SEV Patrick Kummer ha esposto tre possibili varianti:
- Status quo: ossia prolungare il CCL senza cambiamenti.
- Rinegoziare completamente il CCL.
Apportare miglioramenti puntuali: ossia rinegoziare ambiti parziali del CCL in corso e, in caso di divergenze, prolungare senza cambiamenti.
«Ogni variante nasconde opportunità e rischi», ha spiegato Patrick Kummer. «Per il SEV è importante che in primo piano vi siano la sicurezza e la stabilità, da un lato per il personale e dall’altro per l’intero sistema ferroviario svizzero.» Molti i delegati che hanno preso la parola. «Occorre maggiore tranquillità sul posto di lavoro», ha chiesto un collega. «Diventa sempre più difficile ridurre le ore supplementari e prendere tutti i giorni di vacanza. Non deve stupire se cresce il numero di chi se ne va per trovare lavoro presso altre imprese di trasporto. È assolutamente urgente potenziare il CCL.» Gli interventi sono stati tutti dello stesso tenore: bisogna migliorare. D’altronde, i delegati della Conferenza CCL sanno molto bene che la soluzione più giusta è la via di mezzo.
Per questo hanno deciso di sostenere la variante «Apportare miglioramenti puntuali». Al SEV è stato così dato mandato di puntare, a tempo debito, a negoziati in grado di perfezionare in alcuni punti l’attuale CCL di FFS e FFS Cargo. La Conferenza CCL si riunirà nuovamente nella primavera del 2024, quindi un anno prima della scadenza del contratto odierno. A questo punto si potrà discutere e decidere quali rivendicazioni e quali settori parziali dovranno, a mente del SEV, essere oggetto di trattative. Per i delegati è importante che il CCL venga prorogato senza modifiche in caso di disaccordo nei negoziati.
Il secondo punto sul quale si è chinata la Conferenza CCL sono state le trattative salariali che avranno inizio a novembre. «È evidente che quest’anno l’inflazione si attesterà a un livello più basso dell’anno passato. Ciononostante tutti noi ne sentiamo molto bene gli effetti anche adesso. Siamo pure consapevoli che per molti i rincari dell’anno scorso non sono stati compensati durevolmente e in misura integrale», ha spiegato il vicepresidente del SEV Patrick Kummer. «I premi di cassa malati, i costi dell’energia e gli affitti continuano a salire e creano un grosso buco nel nostro portamonete. Chiaro dunque che anche quest’anno dovremo lottare per salari più alti.» Le richieste salariali del SEV includono i seguenti elementi: compensazione dell’inflazione maturata finora sulla base delle misure salariali dello scorso anno, completa compensazione del rincaro per gli anni 2022-2023, anche per il personale con garanzie salariali, sufficienti risorse finanziarie per aumenti in busta paga legati al sistema salariale e un ulteriore indennizzo per i premi di cassa malati in continua crescita.
Michael Spahr